giovedì 5 marzo 2009
Voi tutti che pensate male di questo governo, che dite che la casta non sta facendo niente per affrontare la terribile crisi che sta investendo voi, poveracci, appartenenti alla classe media.
Siete cattivi.
Perfidi.
La verità è che sta facendo molto.
Si prepara ad esempio, ad affrontare l’inevitabile scontro sociale.
Come, dite voi?
Un esempio banale : abolisce il diritto allo sciopero.
Fanno bene.
Se alla crisi e alle difficoltà della gente che fa sempre più fatica (anche solo a mantenere la serenità che consegue da un posto di lavoro sicuro), aggiungiamo anche il fastidio e i disagi causati da uno sciopero, una manifestazione di dissenso, una lotta da parte dei lavoratori, chissà dove andremo a finire.
Una volta mi incazzavo vedendo che il paese non reagiva, davanti a queste assurdità. Oggi ho aperto gli occhi.
Ho capito che gli italiani non se ne stanno zitti e buoni per pigrizia o lassismo.
No.
E’ che subdolamente, in maniera strisciante, anni di pseudo cultura televisiva, panem et circenses, privilegi, velinismi vari, ci hanno ridotti al silenzio, ci hanno assuefatti all’odore di merda.
Non abbiamo più nemmeno bisogno di tapparci il naso.
Non so voi, io ora spalanco la finestra e URLOOOOO!!!!!
martedì 27 gennaio 2009
MA SARAN COSE DA FARE AD UN'AMICA?
avevo appena preso un caffè e LaPissi mi gira questo :
http://www.camerongoodhealth.com/whoisyogicameron.html
adesso sono tutta agitata!
QUALCUNO DICA A QUEST'UOMO CHE IO LO SPOSERO'
(ovviamente con rito Indu, e dopo aver sporcato il nostro kharma con pratiche sessuali tra le più becere, andremo nel gange a purificarci. Sopravviveremo? Non si sa, machissenefrega, sarà un bel morire)
lunedì 19 gennaio 2009
domenica 12 ottobre 2008
PENSIERI E PAROLE
Penso a mio padre, e al tuo.
Al tempo che passa veloce, eppure non passa mai per certe cose.
Penso a noi.
A questi ultimi 15 anni, che no, non sono passati invano.
Penso a tutte le cose che ho imparato, ringraziando il cielo.
Ma anche a quanto avrei voluto poterle imparare senza dover attraversare alcuni deserti, che davvero volentieri mi sarei risparmiata.
Ok...
Mi sa che sto pensando troppo...
Proverò a regalarmi un sorriso con questo:
venerdì 10 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
L'ENFER
se ce n’è uno, è quello che è già qui,
l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.”
(Italo Calvino - Le città invisibili)
domenica 5 ottobre 2008
I'M GOING DOWN, DOWN, DOWN
Non basta a trovar pace sapere che mille e mille altri ci son già passati, e sono anche sopravvissuti bene o male.
Rimane comunque quel senso di vuoto e di pugno nello stomaco.
Resta la poca voglia di mangiare e di occuparsi delle cose di tutti i giorni. Eppure avrei tanto bisogno di stancarmi, per dormire, almeno un po’, la notte.
Avrei bisogno di far fatica, e sentire il dolore dei muscoli, per sapere che sono ancora viva e che forse potrei anche piangere.
Piango spesso, al cinema, immersa nelle storie degli altri.
Ma non saprei nemmeno più dire da quanto non sciolgo in lacrime il nodo che ho dentro.
Eppure, ogni mattina, al suono della sveglia, non posso fare a meno di pensare che “oggi è il primo giorno del tempo che ci resta. Un giorno buono per incominciare”
lunedì 29 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
SONO VIOLA, STO SUL SOFA
E sto lavorando.
Quindi non posso aggiornare...
Sapete com'è...
THERE IS NO OFF POSITION ON THE GENIUS SWITCH
=(
venerdì 12 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
FUORI DAL GUSCIO
Quando ho cominciato a pubblicare il blog, avevo un'idea un pò diversa di quel che volevo che diventasse rispetto a quel che poi in effetti è.
Avrei voluto che fosse uno spazio un pò più partecipato.
Avrei voluto che chi lo frequenta ne venisse coinvolto e ne restasse entusiasta almeno fino al punto di intervenire ed animarne il contraddittorio.
Altrimenti rischia di diventare una cosa troppo autoreferenziale, rischia di appiattirsi solo su quel che penso e che faccio. E io ne ricavo sì la gioia di produrre qualcosa di molto personale, ma non molto altro.
Resto compiaciuta e ferma a guardarmi l'ombelico.
Chi arriva qui mi legge e mi sostiene - che è già molto, per carità - ma pochi trovano il modo di alzare il ditino e cominciare a postare.
Mi piacerebbe molto che invece diventasse uno spazio aperto, anche al confronto con pensieri "altri" e diversi.
Chissà se c'è qualcuno che ha voglia di raccogliere la sfida....
lunedì 8 settembre 2008
PERICOLOSI GESTI SOVVERSIVI
Attenzione, il post che segue si rivolge ad un lettore adulto e preparato
(sempre che tra i frequentatori dello sgangherato sofà di Viol@ ce ne sia qualcuno).
Leggete a vostro rischio e pericolo che l’argomento potrebbe anche urtare la vostra suscettibilità.
QUINDI... Aut.Min.Conc. dal ministero delle Viol@ opportunità,
AKA MeMedesima
“Non ci basta riaffermare il diritto delle persone al piacere sessuale, perché sappiamo che il piacere sessuale esplode e diventa sublime quando incontra la passione amorosa.
Vogliamo anche affermare la centralità dell’amore sentimentale e romantico nello straordinario processo di cambiamento che oggi stiamo vivendo.”
“Parliamo dell'amore, dei sobbalzi cardiaci legati alla cotta amorosa, dello straripante esplodere delle emozioni durante un amplesso sentimentalmente coinvolgente.”
“Diamo un segnale forte nel prossimo Vday : baciamoci contemporaneamente, un milione di persone, in cento piazze d’Italia. Un’azione semplice, esteticamente meravigliosa, emotivamente appagante”
“Io credo che un milione di persone che si baciano nello stesso momento, dando a quest’atto d’amore un significato di affermazione della vita contro l’ideologia della morte e del dolore e della sopraffazione, siano la rappresentazione di un archetipo di ribellione e di rinascita, siano un gesto di costruzione di un immaginario collettivo diverso. E di questo abbiamo bisogno, se vogliamo costruire una società migliore, serve iniziare a rappresentare il nostro sogno attraverso i gesti.”
Stupiamo questa Italia narcotizzata, facciamo qualcosa di imprevedibile.
Serve far correre la fantasia.
Attaccarli dove si sentono sicuri.
Cambiare gli stili di vita, i pensieri.
mercoledì 3 settembre 2008
SE NE PARLA, MA NON SE NE PARLA ABBASTANZA
Che parlare di morte su un blog cialtrone e scacione come questo mi pareva quantomeno presuntuosetten.
Solo che oggi ho letto gli articoli su Repubblica e sono andata a leggermi anche l’articolo di Lucetta Scaraffia de L’Osservatore Romano e sono andata a recuperare anche quel che già Carmilla aveva ripreso (firmato da Giulio Mozzi).
Certo, l’argomento è complesso.
E magari fa una certa impressione leggerne su un post immediatamente successivo ad altri molto più leggeri e scanzonati, quali possono essere quelli relativi ad una bella vacanza.
Ma abbiamo la fortuna di possedere una testolina che per il momento (e malgrado gli abusi) ha ancora l’ostinazione di provare a produrre pensieri. Non necessariamente condivisi, non necessariamente assoluti. Però nostri, per quel che valgono, o al limite nutriti dai pensieri di altre teste delle quali abbiamo molta stima e con le quali, grazie al cielo, possiamo confrontarci.
Nel caso. Per quando sarà. Affinché non ci siano incomprensioni e discussioni inutili:
LA SOTTOSCRITTA
nel pieno possesso delle proprie seppur effimere facoltà, mentali e fisiche, qualora un incidente o una malattia la costringessero in un letto, assistita da costosi macchinari da cui dipenderebbe la sua vita in uno stato d’incoscienza protratto per tre anni
CHIEDE
- che non sia dato risalto mediatico alla cosa : la gente nasce e muore tutti i giorni
- che i politici rimangano a distanza : sarebbe un paese migliore se le leggi non si facessero pensando al caso particolare
- che gli opinionisti tenessero per sé le loro opinioni: grazie, ho già le mie per quanto contraddittorie (in particolare sarebbe bello da parte di Giuliano Ferrara che mi lasciasse morire in pace, visto che è una vita che mi affligge con opinioni non richieste)
- che i cantanti facciano i cantanti. O vogliono dire una preghiera? Va bene, ma in silenzio, non in prima pagina.
- che i preti facessero i preti. Che pensino cioè a consolare vedove e orfani, senza inventarsi bislacche etiche pro-life, che, per quanto ho potuto appurare, dal vangelo non risultano. E io ho studiato – asilo elementari medie e superiori – dalle suore Orsoline, il vangelo un po’ l’ho letto. Comincia con un vecchio santo che chiede di morire; prosegue con un uomo, figlio di Dio, che ad un certo punto decide di morire. Proprio così: il Padre gli lascia la libertà di scegliere, e lui decide. Quando un amico lo prende in disparte per dissuaderlo, lui gli risponde: Vade retro Satana. Non so se mi sono spiegata: Vade retro Satana, perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini. Pecco certo di superbia nel paragonare il mio piccolo sacrificio a quello del Figlio di Dio. Lui doveva mondare tutti gli uomini dal peccato originale, io vorrei soltanto che i macchinari, le risorse, il tempo e l’affetto che si spendono nel mio caso disperato vengano rivolte ad altri, più bisognosi di affetto, tempo, risorse e macchinari. La vita è un dono, e dei doni si dispone a piacimento. Capisco che dire no a un dono possa essere interpretato come un segno di scortesia. Il mio però più che un no è un “Grazie. Mi è piaciuto. L’ho gustato ed assaporato per ogni istante che mi è stato concesso. Ma in queste condizioni non mi va più, ne ho abbastanza, datene piuttosto un pò di più ad altri che ne hanno avuto di meno.
QUINDI
- che si stacchi la spina dei macchinari
- che si stacchi l’eventuale sondino che mi nutre. Qualora il dottore incaricato avesse difficoltà con la sua coscienza, trovatene un altro. Fategli leggere questo mio post e assicuratevi che lo comprenda.
- Che mi somministri per favore qualche oppiaceo, nell’eventualità che pure nell’incoscienza io stia provando dolore, e comunque giusto per finire in bellezza gli ultimi istanti.
E se l’anno dopo si dovesse scoprire la miracolosa e risolutiva cura? Mi stupirei del contrario. Sarebbe soltanto la degna uscita di scena da questa mia simpsoniana (molto più che kafkiana) vita. Se invece dovessi miracolosamente riprendermi non raccontatemi gli avvenimenti degli ultimi tre anni trascorsi in coma. Non credo che mi interesserebbero, e comunque sarei già troppo impegnata per ascoltarvi. A preparare il primo dei miei successivi viaggi, per dire.
(*aggiungo: voglio essere cremata. E che durante la cremazione venga diffusa la voce di Patti Smith che canta "Pissing in a river". Poi delle ceneri, spargerle nel Gange a me, me pare ‘na strunzata che già sta inquinato di suo, fate un po' quel cazzo che vi pare che tanto non potrò avere da ridire di certo, come idea. Questa clausola è scritta in piccolo ma vale, come quelle delle assicurazioni. Le clausole scritte in piccolino, avete presente vero? ecco, quelle valgono un sacco)
E per favore, se andate a leggervi Giulio Mozzi, prestate particolare attenzione al punto in cui scrive: "Vorrei morire come una creatura. Il mio testamento è questo : credo che chiunque deciderà per me, deciderà per amore; e sarà responsabile della sua decisione. (“Decidere per amore” e “essere responsabili”. Due modi, mi pare, di dire la stessa cosa)."
(*infine: grazie a Leonardo e Lapiccolacuoca da cui ho tratto molto + che ispirazione... ho proprio ladrato, ma avevano pensato prima di me esattamente quel che poi ho pensato anch'io)
giovedì 14 agosto 2008
SALUTI E BACI :)
Viol@ alza il culo dal sofà, e se ne va un pò in vacanza.
Non aggiornerò con la solita (scarsa) frequenza.
Ma ho appena verificato che, anche se molto lenta, la connessione funziona anche qui.
Quindi.... non è detto, non si sa mai.
Tenetemi d'occhio, se vi va.
CONTROINFORMAZIONE
Sulla questione georgiana, per esempio :
http://civilgeorgia.blogspot.com/
martedì 12 agosto 2008
LA BANDA
Il primo lungometraggio di Eran Kolirin racconta una storia piccola e semplice, alla quale però il regista israeliano riesce a dare un grande valore metaforico, raccontandoci il suo paese con umorismo, sentimento e nostalgia.
E’ una fiaba di pace e di musica, sugli incontri notturni di anime perse tra ironia ed intimismo.
C’è Tewfiq, il direttore, che nasconde il suo disagio esistenziale dietro il rigore dell’inamidata uniforme azzurra. C’è Haled, il giovane trombettista, che seduce le ragazze con i versi poetici di Chet Baker. C’è Simon, il vicedirettore, che risolve il suo rimpianto e le sue incompiutezze, riscoprendo la serenità di un bimbo addormentato e del suo semplice carillon. E ancora c’è Dina, con la sua prepotente voglia di vita e di amore. Su tutto c’è la musica, che al di là delle barriere linguistiche e culturali, mette in comunicazione i cuori e le anime.
lunedì 11 agosto 2008
CAPIRE, FARE
Diventa sempre più complesso riuscire a comprendere, per poi potersi creare un’opinione in merito, i fatti di questo nostro amato ma sofferente, vecchio mondo.
A volte una fotografia è più eloquente di un fiume di parole.

Altre volte, le parole sono così vere che non puoi fare a meno di trascriverle :
Questo è un momento perfetto.
E' un momento perfetto per molte ragioni, ma soprattutto perché, tu ed io, ci stiamo svegliando dalla nostra complicità sonnambula, tonta, ciucciadito con i maestri dell'illusione e della distruzione.
Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni dolorose, ci stiamo svegliando.
Le loro guerre e torture, i loro diavoli e confini, estinzioni di specie e malattie nuove di zecca il loro spiare e mentire in nome del padre, sterilizzando semi e brevettando l'acqua, rubando i nostri sogni e cambiando i nostri nomi, i loro brillanti spot pubblicitari, le loro continue prove generali per la fine del mondo.
Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi insegnamenti, ci stiamo svegliando.
E come il cielo e la terra si incontrano, come il sogno e la veglia si mescolano, come il paradiso e gli inferi si intersecano, notiamo il fatto esilarante e scioccante che tocca a noi decidere.
Tocca a noi decidere, a me e a te come costruire un mondo nuovo di zecca.
Non in qualche lontano futuro o luogo distante ma proprio qui ed ora. Così sono radicalmente curiosa, compagni miei creatori; sul serio in delirio: visto che tocca a noi costruire un Mondo Nuovo di zecca, da dove cominciamo? Quali domande ci alimenteranno?
Eccotene una: nel Mondo Nuovo saprai con tutto te stesso che la vita è pazzamente innamorata di te, la vita è selvaggiamente e innocentemente innamorata di te. Nel Nuovo Mondo saprai al di là di ogni dubbio che migliaia di alleati nascosti stanno dandosi da fare per farti diventare quella bellissima curiosa creatura che per nascita sei destinato a diventare.
Ma poi arriva la domanda fatale: l'amore con cui la vita eternamente ti inonda non è stato corrisposto al suo meglio, ma c'è ancora modo per mostrarsi più espansivi, se la vita è selvaggiamente e innocentemente innamorata di te, sei pronto a cominciare ad amare la vita così come essa ti ama?
Nel Nuovo Mondo, lo farai.
Le parole sono di Rachel Corrie, una giovane pacifista americana. Era impegnata come osservatrice internazionale per i diritti umani, in azioni di accompagnamento ed interposizione nonviolenta.
E' stata uccisa il 16 marzo 2003 da un bulldozer dell'esercito israeliano a Rafah, nella striscia di Gaza, mentre cercava di impedire l'abbattimento di una casa. Aveva 23 anni.
venerdì 8 agosto 2008
TUTTO BENE, TUTTO NELLA NORMA…
E’ estate.
I Vips si fanno fotografare sulle spiagge più pheeghe della penisola.
Io sono ancora in ufficio.
In compenso per le strade delle nostre città sono arrivati i soldati. Una specie di cura omeopatica probabilmente, così quando ci sarà il golpe ci faranno meno impressione.
Io penso al Messico, al Chiapas, e ad alcune persone speciali che in questo momento sono là, e stanno prendendo parte alla carovana internazionale e hanno presenziato al discorso che Marcos ha tenuto presso il caracol de La Garrucha.
mercoledì 6 agosto 2008
ESEMPIO DI COMUNICAZIONE EFFICACE
Perchè non è importante solo QUELLO che si dice, ma anche COME lo si dice!!!!
(Pigiate sul titolo del post per linkarvi al filmato cui mi riferisco.
Attenzione, il video si rivolge ad un pubblico adulto e preparato. =)))
BTW... Aut.Min.Conc. dal ministero delle Viol@ opportunità, AKA MeMedesima)
lunedì 4 agosto 2008
IL VENTO FA IL SUO GIRO

E’ un viaggio dentro l’uomo e nel mondo, percorso attraverso i ciottoli delle stradine di Chersogne (un paese isolato dell’alta Valle Maira, nel cuneese, dove ancora si parla l’Occitano), che diventano paradigma delle strade del mondo.
E’ un bellissimo film di Giorgio Diritti, che ha in passato collaborato con Ermanno Olmi, e che proprio da Olmi mutua l’uso della luce e della poesia dei gesti quotidiani e contadini che io tanto avevo amato ne “L’albero degli zoccoli”.
E’ la storia di Philippe, un ex professore francese, che lascia la scuola e sceglie la natura e le capre.
Si trasferisce con la giovane moglie e i tre figli in questo paese di montagna e fa il pastore, ed il casaro. Il paese ormai da tempo si va spopolando, e il loro arrivo viene accolto con una grande festa.
Poi le prime piccole diffidenze…
Perchè il vento fa il suo giro. E così anche il pazzo del villaggio, ugualmente straniero e diverso, in risonanza con Philippe, lascia volare libero il suo spirito.
Con esiti differenti, ma non per questo meno amari, fa ripensare a Dogville - A quiet little town, not far from here.
N’est pas?

sabato 2 agosto 2008
SAFARI
giovedì 31 luglio 2008
DELL'AMORE E DEI DISSENSI
Spiegava quanto sia importante costruire ponti che ci uniscano agli altri. Che siano i nostri ponti, perché si nutrono delle nostre idee e dei nostri desideri. Ma siano anche i loro ponti, perché solo se lasciamo che gli altri ci raggiungano con il loro modo di essere e di comunicare possiamo davvero condividere esperienze e conoscenze. E devono essere costruiti con amore; cioè non solo con rispetto per gli altri e per le loro opinioni, ma anche con sensibilità e sentimento.
Le relazioni possono nascere per caso, come quando un seme portato dal vento mette radici, ma non evolvono se non trovano un terreno fertile. E per le relazioni quel terreno fertile è il nostro desiderio di viverle e la nostra capacità di coltivarle : solo se c’è desiderio e cura si può stabilire un contatto umano reale e profondo.
Ho cominciato a pensare a queste cose, e a quelle che pensavo leggendo anni fa il libro citato, perché una persona che amo molto mi ha fatto riflettere sul fatto che ho rapporti splendidi con le persone che mi sono scelta da adulta, ma complicati e sofferenti con molte delle persone che la vita mi ha messo accanto quando ero più piccoletta.
MiaMadre, per dire…
O il (futuroex)marito…
Il fatto è che i ponti fra le persone non si costruiscono con la pietra, o con il metallo. Nascono spontaneamente e crescono come germogli. Possono generare una sola piccola gemma o dare origine a foreste rigogliose.

I rapporti e le relazioni non sono raffinati progetti di ingegneria civile. Ma ciò non significa che non si debbano in qualche modo “gestire”. Non nel senso di governare o costringere, ma prendendosene cura. Può anche succedere che si arrivi a discutere, che nel profondo di noi stessi si scopra di aver perso la stima per l’altro, che gli si dica, più o meno ad alta voce, che è una colossale testa di cazzo, e che si pensi, più o meno consciamente, di non volerci aver più nulla a che fare.
Ma anche questa, a ben pensare, è una relazione.
martedì 29 luglio 2008
STAY CALM
Ogni istante di ogni secondo di ogni minuto di ogni giorno, sto calma.
Se prendo due giorni di pace e godimento, mi rovino la metà del secondo pensando a quanti kg di (fucking) merda mi aspettano da spalare a casa.
Sudo…
Ma sto calma.
Da mesi dormo una media di cinque ore a notte, il resto del tempo lo passo tenendomi occupata con lavatrici, lavastoviglie, mucchi di roba da stirare, o magari anche solo a spazzolare il pelo del cane e inventarmi cose, che mi tengano le mani e il cervello occupato.
Sto facendo torte, per dire, e intanto sto calma.
Tra capo psicotico, madre depressa, debitievaffanculoalmutuotrentennaleeachicazzomelhafattofare, figli vivaci sani e intelligenti, cane grasso e bisognoso di attività fisica, (futuroex)marito lavorativamente moooolto impegnato, attività full time, casa/spesa/emmenomale che sono agnostica altrimenti dovrei trovare il modo per andare anche in chiesa, cerco di mantenere una parvenza di decenza e di equilibrio.
Sto calma.
Comincio al mattino, continuo nel pomeriggio, proseguo la sera e non smetto nemmeno di notte.
Se stare calma facesse bruciare calorie, sarei più figa di Bar Rafaeli.
Ma sono una donna forte, indipendente e autonoma.
E non basta questo a farmi piangere.
Mi fa piangere la gnoma, che mi abbraccia e mi chiede :
“Mamacita, io e IlFratello cosa possiamo fare perché tu sia felice?”
E vaglielo a spiegare che non mi manca nulla, ma proprio nulla, ma nulla nulla nulla nulla per essere felice.
Casomai c’è qualcosa di troppo.
mercoledì 23 luglio 2008
ALFANO E TROPPO ALTRO...
Cominciando a leggere, a studiare, ad informarci.
Certo è faticoso, una gran rottura di palle.
Intere serate sotratte al cazzeggio.
Ma è importante. Anzi no, è essenziale.
Questo è un regime.
Ci provoca, ogni giorno di più restringe le nostre libertà.
Come in tutti i regimi la prima cosa ad essere sacrificata è la conoscenza dei fatti.
E allora, bisogna fare da noi.
Per sapere. Per controbattere. Colpo su colpo.
Menzogna su menzogna.
lunedì 21 luglio 2008
FAVOLETTA...
giovedì 17 luglio 2008
GIOCHIAMO?
Si scoprono cose interessanti. Io, ad esempio, che sono di un'ignoranza abissale............
Citando il buon F. De Gregori :
"io per dirti il vero, l'italiano non so cosa sia,e pure se attraverso il mondo non conosco la geografia." (da L'abbigliamento di un fuochista - Francesco De Gregori)
martedì 15 luglio 2008
LA MATTANZA
mercoledì 9 luglio 2008
PERCH'E' E' UNA POESIA COSì BELLA...
L’uomo che mi amerà non vorrà possedermi come mercanzia, né esibirmi come un trofeo di caccia. Saprà stare al mio fianco con lo stesso amore con il quale io starò al suo.
L’amore dell’uomo che mi amerà sarà forte come gli alberi di ceibo. Protettivo e sicuro. Limpido come una mattina di dicembre.
L’uomo che mi amerà non dubiterà del mio sorriso, né temerà l’abbondanza dei miei capelli. Rispetterà la tristezza e il silenzio, e con carezze toccherà il mio ventre come chitarra, perché sgorghi musica ed allegria dal profondo del mio corpo.
L’uomo che mi amerà potrà trovare in me l’amaca dove riposare il pesante fardello delle sue preoccupazioni, l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi, il lago dove nuotare senza aver paura che l’ancora del compromesso gli impedisca di volare quando gli succede d’essere uccello.
L’uomo che mi amerà farà poesia con la sua vita, costruendo ogni giorno con lo sguardo posto al futuro.
Però, soprattutto, l’uomo che mi amerà dovrà amare il popolo.
Non come una parola astratta, estratta dalla manica, ma come qualcosa di reale, concreto, al quale rendere omaggio con azioni, e dare la vita, se è necessario.
L’uomo che mi amerà riconoscerà il mio viso nella trincea. Ginocchio in terra, mi amerà mentre spariamo insieme contro il nemico.
L’amore del mio uomo non conoscerà la paura del darsi, né avrà timore di scoprirsi alla magia dell’innamoramento, in una piazza piena di gente.
Potrà gridare – ti amo -, o mettere striscioni dall’alto delle case, proclamando il suo diritto a sentire il più bello e umano dei sentimenti.
L’amore del mio uomo non fuggirà dalle cucine, né dai panni del figlio. Sarà come un vento fresco, e porterà via, tra le nubi del sogno e del passato, le debolezze, che per secoli ci hanno tenuti separati come esseri di distinta natura.
L’amore del mio uomo non vorrà definirmi o etichettarmi. Mi darà aria, spazio, alimento per crescere ed essere migliore, come una Rivoluzione che faccia di ogni giorno l’inizio di una nuova vittoria.
Gioconda Belli – Nicaragua - 1987
martedì 8 luglio 2008
SOGNARE VS PRODURRE
Però mi fa pensare. La faccenda dei sogni mi colpisce.
Ci siamo passati tutti quanti, no?
C’è stato un momento nella vita di ognuno di noi, in cui qualcuno ci ha chiarito senza mezzi termini o giri di parole che era ora di smettere di sognare per iniziare a produrre.
Poi passano quindici anni come fossero un istante e capita di ritrovarsi dentro a una vita che non è la nostra, che mandiamo avanti per inerzia o per bisogno, che non ci assomiglia nemmeno un po’.
Io da piccola sognavo di:- Fare lo chef, o la sarta, o la reporter dai luoghi di guerra (cucino ogni giorno, rammendo i calzini del nano che mannaggia a lui non conosce l’uso delle ciabatte, e casa mia sembra costantemente sotto bombardamento, vale comunque?)
- Viaggiare (ricomincerò, l’ho giurato a me stessa)
- Scrivere un libro (non l’ho fatto…… ANCORA)
E voi?
GAFFE SENZA PRECEDENTI AL G8
«Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio - si legge nel profilo -. Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». ». La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi». La Casa Bianca avrebbe prelevato la biografia di Berlusconi dalla 'Encyclopedia of World Biography' che risulta aggiornata al mese scorso.
Chi ha redatto quel 'press kit' sarà pure stato licenziato.
Ma secondo me è un genio.
:)
lunedì 7 luglio 2008
CONCERTI, ACCONCIATURE, VIAGGI NEL TEMPO... VITA VISSUTA
Non aggiorno da giovedì, e in mezzo ci son stati : il concerto della PFM, un taglio, una serata particolare, una domenica passata in compagnia della mia adorata pastrocchia e di amici al matrimonio de LaIla con IlRizzi.
Un sacco di cose. Tutte quante in qualche modo han mosso cose dentro di me.
Con ordine (quel che mi è consentito dal mio stato di cialtrona emerita):
Il concerto della PFM –
Franz Di Cioccio entusiasta e frizzante,

Franco Mussida più intimo e meditativo.

Col resto della Premiata Forneria Marconi hanno riproposto i pezzi meravigliosi di un disco che ho comprato nel 1986, in vinile, e che ho amato ed ascoltato fino a consumarlo.
L’energia di “Zirichiltaggia” o di “Volta la carta”,
la laicità ispirata e vibrante di “Maria nella bottega del falegname”, “Il testamento di Tito”, “Un giudice”, “Il pescatore” e “La guerra di Piero”,
la commovente poesia di “Amico fragile” e di “Giugno ‘73” (nel mio caso Giugno ’93).
Certo, non c’era la voce profonda ed evocativa di Fabrizio De Andrè a cantarle, ma la partecipazione era sincera.
Un Taglio –
Ci pensavo da un po’, e alla fine mi son decisa : drastico e rigenerante taglio di capelli in stile allegramente punkettaro e irriverente. Stamattina mi ci son presentata in ufficio e lo sguardo silenzioso del mio Kapò è stato decisamente eloquente (eh eh eh eh eh).
Una serata particolare –
Sabato sera l’ho trascorso a S. Egidio (Fontanella di Sotto il Monte – Bg), un posto isolato e silenzioso, immerso nella natura e nei suoi ritmi.
Io penso che sia un gioiello, tanto bello quanto nascosto.

Nel 1100 i monaci di Cluny hanno edificato qui una minuscola ma preziosa abbazia dove Padre David Maria Turoldo ha poi abitato a lungo, e che lui stesso ha fatto restaurare con amore e culto della bellezza.
I miei genitori mi ci portavano da piccola, e tornandoci sono stata inondata di poesia. Sono felice di averci portato i miei figli. Anche se sono ancora troppo piccoli per comprendere quale significato abbia quel luogo, è comunque un posto dove si respira pace.

Poi, per me, è anche molte altre cose…
E’ il ricordo di mio padre. E di Padre Turoldo.
Ai miei occhi bambini apparivano entrambi come uomini imponenti e autorevoli.
Entrambi, in maniera differente, rifugio.
E poi c’era quel modo, così diverso e partecipato, di celebrare l’eucarestia. Nel corso del tempo ho abbandonato l’assiduità alla pratica religiosa, ma quel senso di bellezza associato alla partecipazione ancora mi accompagna. Padre Turoldo ha fatto la resistenza, e credo che questo abbia avuto un peso specifico nelle sue scelte successive: dalla scelta di diventare padre servita, alla creazione di questo centro di accoglienza e spiritualità, alle sue parole, ai suoi pensieri, alle sue poesie. Le suggestioni contadine della sua infanzia, la potenza del suo pensiero dissenziente…
Tornare a S. Egidio è stato un po’ come ritrovare il riparo e la protezione che respiravo da bambina.
Sei diventata adulta, madre a tua volta, te la cavi da sola…, ma sai che se dovessi sentirti stanca o sopraffatta c’è una casa dove potrai tornare a riposarti.
Un matrimonio e un battesimo –
Una gran festa per la Rizzi's family.
loro erano entrambi felici, ed emozionati il giusto, belli e sommersi di bambini.
Sono arrivati insieme, a piedi, dalla loro casa fino al municipio, accompagnati da quelle due meraviglie ricciolute. Ad un certo punto, sereni , dribblando hanno deviato dalla ‘retta via’ per imboccare una via di fuga. Poi ridendo e sbeffeggiando noi che li stavamo aspettando davanti all’ingresso, son tornati sui loro passi.
E’ stato dolce e allegro, come dovrebbe essere ogni matrimonio.
Un’emozione.
Bella e gioiosa, schietta e sincera.

Quando la sposa ha lanciato il suo bouquet, indovinate un pò chi l'ha preso al volo? La mia nana... E' stata necessaria una poderosa opera di diplomazia e convincimento per farle comprendere che, no, anche se aveva preso il bouquet, avendo solo 8 anni non si sarebbe potuta sposare entro l'anno.
Però le ho promesso che potremo ridiscutere dell'argomento non appena avrà raggiunto l'età della ragione. Cioè verso i 48.
giovedì 3 luglio 2008
6 ANNI, 4 MESI, 10 GIORNI
"Forse mi uccideranno domani" è la coraggiosa autobiografia di Ingrid Betancourt, una donna fragile solo in apparenza, ma con una volontà di ferro.
Che ha cercato, anche in catene, di dare ai suoi compatrioti e al resto del mondo la speranza di un domani migliore, di un futuro di pace, dignità e giustizia.
Ingrid Betancourt è tornata libera.
Dopo 6 anni, 4 mesi e 10 giorni.
mercoledì 2 luglio 2008
JUNO, O DELLA FATICA E DELLA LEGGEREZZA
Pochi giorni fa, stavo in centro con LaV, mi sono trovata davanti alla vetrina di una libreria del centro a fissare imbambolata e perplessa la copertina dell’ennesimo.
Naturalmente l’argomento sono gli uomini, materia che sembra appassionarci – a noi femminucce – quasi quanto le scarpe, ma che ahimè sembra essere diventata anche più misteriosa dei cerchi nel grano…
Ho visto titoli (in libreria, mica al largo dei bastioni di Orione), alquanto improbabili.
Posso solennemente giurarvi sui due meravigliosi, meravigliosi nonostante me, frutti dei miei lombi, lombi abbondanti e generosi, che quelli che sto per citarvi sono titoli di libri realmente pubblicati e posti in libero commercio.
- Guia Soncini - Elementi di capitalismo amoroso -
Gli uomini sono paragonati a conti correnti
“mai incontrato un uomo a interessi vertiginosi e zero spese di chiusura”
- Marcella Volpe – Libero subito.Trovare l’uomo giusto è come trovare la casa ideale -
Qui cercare il maschio è come cercare un appartamento
“anche per trovare LUI bisogna aver chiaro in mente cosa si vuole… (un affitto per pochi mesi? Una compravendita che duri per la vita? Una nuda proprietà?), far girare la voce tra gli amici (ma attenzione, anche i migliori potrebbero cercare di appiopparvi quell’affare fasullo che finora nessuno ha voluto), spulciare tra gli annunci e affidarsi, talvolta, alle agenzie”.
- Julia Llewellyn – Love trainer –
L’autrice sostiene il metodo dell’addestramento per cani applicato alle relazioni matrimoniali. Regole base semplificano rapporti complicati.
A me tutto questo sembra triste e, vagamente, isterico.
E’ certo che c’è grande confusione sulla terra
(per dirla come qualcuno più bravo di me “qui non sappiamo più QUELO che stiamo facendo, QUELO che stiamo andando… la seconda che hai detto”), è diffuso il senso di incertezza e smarrimento, e bla bla e bla bla.
E i manuali che sfruttano modelli basati sulla semplicità e concretezza ci comunicano invece l’agognato sollievo. Sembrano fornirci la road map per raggiungere una chiarezza di ruoli che non c’è più e che di fatto ci manca e rimpiangiamo. Descrivono strade nuove alla comprensione dell’altra metà del cielo. Giocano la carta dell’ironia per alleggerire il peso dell’ansia di cui siamo vittime.
Domanda retorica e banale : davvero pensiamo che i rapporti siano questo? Che si possa far funzionare una cosa tanto delicata e preziosa sfruttando le regole del mercato immobiliare?
Non c’è, forse, piuttosto una realtà mutante e in divenire, delle relazioni tra gli uomini e le donne, tra le persone?
E non è che questa realtà risente del fatto che noi donne siamo ormai diverse, irrimediabilmente diverse, siamo altro da quel che eravamo, anche soltanto una ventina di anni fa?
Ci siamo probabilmente dimenticate di certe conquiste, positivamente, anche se faticosamente, raggiunte. Non le abbiamo utilizzate efficacemente. E abbiamo lasciato terreno al ritorno trionfante di certi malintesi femminismi, di alcuni malcelati maschilismi, alla pericolosa ingerenza della chiesa e di certa, faziosa, politica.
Siamo rimaste sole, in balia della corrente, e ci aggrappiamo a questi manuali, o a certi oroscopi, con la stessa disperazione con la quale ci aggrapperemmo ad una zattera dopo un naufragio.
Sole e disperate.
Isteriche.
Bel quadretto.
Io, se fossi un uomo, scapperei a gambe levate!!!!
Io,
se fossi un uomo,
ma anche essendo donna,
vorrei invece avere la freschezza di Juno,
con quel modo tutto suo, strampalato e un po’ ribelle, di vestirsi : maglioncini penduli, righe e quadretti, sneakers, leggings e jeans indossati sotto alla gonnellina a pieghe.E’ potente Juno, a me viene in mente questa parola – potente - anche se ha solo sedici anni, è delicata e minutissima. Ma si chiama Juno, ed è una Giunone in miniatura.
E’ tosta Juno. Anche se rimane incinta di un coetaneo meno tosto di lei. Prima scelta, ovvia, abortire “il fagiolo”. Poi succede che l’ambulatorio puzza di dentista e Juno decide di tenere il bambino per darlo in adozione.
Tanto per esser chiara : Juno non mi è sembrato un film sulle gravidanze precoci, né sull’aborto
(o la 194, essendo il film canadese). Troppo intelligente, ironico, scanzonato per essere investito della polemica antiaborista.
A me è parso invece un film su quanto sia difficile diventare adulti, ma anche su quanto sia avventuroso e speciale provarci, a sedici anni come Juno, a trenta come Vanessa, o a più di quaranta quando sei già padre o matrigna e ti rimetti in gioco per stare al fianco di tua figlia e amarla e sostenerla.
Delizioso, merita tutti i premi vinti.
AVVISO AI NAVIGANTI...
E' passata l'una da un pò e, lo ammetto, son di umore tremendo...
Siccome ormai è chiaro che stasera da 'sto tunnel non si esce, ho deciso di arredarmelo. La colonna sonora, adeguatamente malinconica, è fornita da Ivano Fossati.
Di acqua e di respiro
di passi sparsi
di bocconi di vento
di lentezza
di incerto movimento
di precise parole si vive
e di grande teatro
di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare
di come dire
di come fare a capire
di alti
di bassi
battiti del cuore
fasi della luna
e ritmi della terra
di intelligenza
di intermittenza
si vive di danze
di ballo sociale
di una promessa
di un faccia differente
di mediocri incontri
di bellezze
di profumi ardenti
di accidenti
rotolando si gira,
si balla
si vive,
si fa festa
quella,
questa
si picchia forte col piede
nella danza
e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate
e di viaggiare
e si cammina stanchi
è lavoro
è opposizione
è corruzione
si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati
si vive di pane
di speranza di bere un vino buono per l'estate
rotolando si vive
di discorsi leggeri
cori
di maschere notturne
canto
e discanto
e giù divieti
e olii sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti
si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite
che aspettiamo
in cima al mistero
di essere così
soli.
Di tutto questo si vive
e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani
respirando dal naso
per finire invece
ancora sorridenti,
ancora abbaianti
...di un dolore a caso.
martedì 1 luglio 2008
QUELLO CHE ORWELL 63 ANNI FA, QUELLO CHE TRAVAGLIO OGGI
"Benjamin sentì un naso strofinarsi contro la sua spalla.
Guardò.
Era Berta. I suoi vecchi occhi erano più appannati che mai.
Senza dir nulla, lo tirò gentilmente per la criniera e lo portò nel grande granaio ove erano scritti i Sette Comandamenti.
Per qualche istante ristette fissando la parete scura e le lettere bianche.
«La mia vista si indebolisce» disse infine. «Anche quando ero giovane non riuscivo a leggere ciò che era scritto qui. Ma mi pare che la parete abbia un altro aspetto. I Sette Comandamenti sono gli stessi di prima, Benjamin?»
Per una volta Benjamin consentì a rompere la sua regola e lesse ciò che era scritto sul muro.
Non vi era scritto più nulla, fuorché un unico comandamento.
Diceva:
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI"
- La fattoria degli animali - George Orwell - 1945 -
Vi invito a seguire sul blog di Grillo, sul blog di Micromega, sul blog Voglioscendere gli aggiornamenti e le novità sulla grande manifestazione che si terrà a Roma. Le adesioni sono talmente tante che è stata spostata da piazza del Pantheon a piazza Navona. 8 luglio, ore 18.00, tutti a Roma.Detto questo, parliamo di una delle ragioni fondamentali per le quali non è solo opportuno, ma giusto e doveroso scendere in piazza per far sentire la propria voce. Ed è il cosiddetto lodo Alfano, o lodo Schifani bis, o comunque lodo Berlusconi – non si sbaglia mai. È un lodo che potrebbe essere chiamato lodo Orwell; lodo “Fattoria degli animali”. Ricordate forse che nella “Fattoria degli animali” c’era una specie di animali più uguali degli altri. Erano i maiali. Noi avremo, quando e se sarà sulla Gazzetta Ufficiale il lodo Alfano/Berlusconi/Schifani bis, quattro cittadini italiani che saranno più uguali degli altri. E saranno il presidente della Repubblica – che non l’ha mai chiesto - , il presidente della Camera – che peraltro non l’ha mai chiesto -, il presidente del Senato – che non si sa bene se l’abbia chiesto, ma è lo stesso che aveva dato il nome al lodo numero uno, Schifani – e poi soprattutto abbiamo quello che lo chiede da secoli e cioè il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il quale ha tanti processi quanti ne bastano per tutte le alte cariche dello Stato, cioè quattro. Non vuole essere processato. Sono fatti suoi. Ci doveva pensare prima, quando si è candidato da imputato. Se uno si candida da imputato, è ovvio che quando viene eletto rischia anche che arrivi una sentenza. E una volta su due può essere una condanna. Dice: “ma mi hanno votato”. “Sappiamo che ti hanno votato. Ma ti hanno votato pensando che ti saresti fatto processare”. Altrimenti bisogna dire in campagna elettorale: “votatemi, perché così non mi processerà più nessuno. Votatemi perché, io la intenderò come una assoluzione”. In realtà votare uno vuol dire “vai a governare e occupati dei nostri problemi”, non vuol dire “vai a governare e occupati dei cazzi tuoi”. Così invece lui la interpreta, all’insaputa dei suoi elettori e anche dei suoi [colleghi]. Il lodo, dunque, è la riedizione – riveduta e corretta, o corrotta – del lodo Schifani del 2003. Schifani, in realtà Schifani-Maccanico, perché la sinistra aveva prestato allora un consulente al centro-destra: Antonio Meccanico, che è sempre a disposizione quando si tratta di fare favori a Berlusconi. Aveva escogitato questa formula per la quale le cinque alte cariche dello Stato, all’epoca c’era anche il presidente della Corte Costituzionale, che non ne aveva bisogno, non rispondono dei loro delitti. Né quelli legati alla funzione, né quelli estranei alla funzione, né quelli commessi durante il mandato, né quelli commessi prima del mandato, fino al termine del mandato. Diceva il lodo Maccanico/Schifani che se uno poi cambia funzione passando dall’una all’altra di quelle cinque poltrone senza mettere mai i piedi per terra, praticamente rimane invulnerabile, finché non mette piede a terra. E quindi, se uno passa dalla Presidenza del Consiglio alla Presidenza della Camera, dalla Presidenza della Camera alla Presidenza del Senato, dalla Presidenza del Senato alla Presidenza della Corte Costituzionale, dalla Presidenza della Corte Costituzionale alla Presidenza della Repubblica, praticamente ha una trentina d’anni di immunità. E se ne ha già settanta, diciamo che arriva oltre i cento.Quel lodo durò sei mesi, serviva a Berlusconi a sospendere i suoi processi durante i sei mesi della presidenza italiana dell’Unione Europea. Ricordate quel meraviglioso semestre aperto da Berlusconi con in discorso del kapò, dove esordì al Parlamento Europeo presentando il suo biglietto da visita dando del nazista a un socialdemocratico tedesco. Che è notoriamente antifascista, a differenza di Berlusconi che è invece alleato con i fascisti e i nazisti che ci sono per le strade. Passati i sei mesi intervenne la Corte Costituzionale che fulminò il lodo Maccanico Schifani in quanto violava una serie di articoli della Costituzione. Ciampi non se ne era accorto. Infatti lo aveva firmato e fece una brutta figura. Ed espose a una brutta figura anche l’istituzione che rappresentava, la Presidenza della Repubblica, che dovrebbe essere garante della Nazione.Ora, la situazione rischia di ripetersi tale e quale con Napolitano, se Napolitano firmerà questo lodo. Che secondo tutti i giuristi e costituzionalisti è incostituzionale e quindi è ad alto rischio di una bocciatura della Consulta. Se il Capo dello Stato lo firma e la Consulta lo smentisce, non è una bella figura per il Capo dello Stato. Speriamo che cominci a non firmare qualcosa. Perché non è legittimo questo lodo? Intanto perché c’è un problema sul quale non c’è tanto da discutere. O è così, o è così. È l’articolo tre della Costituzione della Repubblica Italiana. Che recita: “Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza, religione … condizione di vita personale e sociale”. Cioè non importa quello che fai, il mestiere che fai, la carica che ricopri. Davanti alla legge sei uguale a tutti gli altri. Questo dice l’articolo tre della Costituzione. Il lodo cosa fa? Non tocca l’articolo tre. Anzi, non tocca nemmeno la Costituzione. È una legge ordinaria. Scritta dal Consiglio dei Ministri. Cioè scritta da Berlusconi e dai suoi avvocati, ovviamente. Fatta firmare dal ministro Alfano, che firma tutto e che ci mette anche la faccia. Tanto l’avete vista la faccia che ha. Una legge ordinaria che pretende di derogare a principi della Costituzione. Per giunta ispirata a una legge già bocciata anche quella dalla Corte Costituzionale. Voi vi rendete conto che siamo completamente fuori da qualunque ambito. Se vuoi modificare la Costituzione, segui la Costituzione che ti insegna ciò che devi fare per modificare la Costituzione. L’art. 138 dice che ci vuole la maggioranza dei due terzi del Parlamento, altrimenti i cittadini, prima che vada in vigore la riforma costituzionale, devono essere chiamati al referendum confermativo. Non c’è il quorum. Quindi anche se andiamo a votare in tre e due votano no, la legge costituzionale che non ha avuto i due terzi del Parlamento non passa. A meno che, appunto, non si abbia una maggioranza talmente ampia, di due terzi del Parlamento, nel qual caso i cittadini non vengono chiamati ad approvarla. È quello che è successo con la legge sul federalismo, la devolution di Bossi, che abbiamo bocciato due anni fa nel referendum confermativo e quindi non è entrata in vigore. Se non c’è questa ampia maggioranza, il Parlamento deve fare comunque doppia lettura – Camera/Senato, Camera/Senato – ma si va al referendum confermativo. Questi non lo vogliono fare. Forse nemmeno il Partito Democratico, pur ridotto come lo vediamo, sarebbe disposto a dare i suoi voti al lodo. Magari avrebbero molta voglia di farla, alcuni, una porcata del genere, ma hanno paura dei loro elettori. Almeno di quelli che gli sono rimasti temendo che vadano tutti con Di Pietro, cosa che sta avvenendo almeno in parte.
Quindi i due terzi in Parlamento non li ottengono per il lodo, per una legge costituzionale. E allora fanno una legge ordinaria. Presentata al Consiglio dei Ministri e poi approvata probabilmente entro luglio/agosto oppure ai primi di settembre, tanto non c’è fretta perché il processo più prossimo alla conclusione, cioè il processo Mills lo hanno sospeso con la legge blocca processi. Quindi per un anno non si parlerà della sentenza. E intanto loro fanno il lodo, con legge ordinaria, per modificare i principi della Costituzione. Questa è la principale ragione per cui questo lodo è incostituzionale. Quattro persone dichiarata più uguali degli altri con una legge ordinaria. A maggioranza semplice. Ma poi non c’è solo questo, perché questi analfabeti dicono: “ah ma noi questa volta il lodo lo abbiamo fatto rispettando ciò che la Corte Costituzionale ha detto bocciando l’altro”. Non l’hanno letta forse la sentenza della Corte Costituzionale del 2004, perché dice esattamente il contrario di ciò che dicono loro nel nuovo lodo. Quali sono le differenze tra il lodo Alfano di oggi e il lodo Schifani del 2003? Pochissime. La prima è che sospende tutti i processi e le indagini a carico di quattro alte cariche, anziché cinque: Capo dello Stato, capo del Governo, presidenti di Camera e Senato. Secondo, e questa è la differenza più importante. Non è reiterabile per due legislature. Vale solo per una legislatura. All’interno di una legislatura, se cade il governo e tu rifai il presidente del Consiglio, mantieni l’immunità anche due volte, ma sempre all’interno della legislatura. Se nella legislatura muore il presidente della Repubblica, o sta male, o si dimette, o succede qualcosa e il presidente del Consiglio diventa presidente della Repubblica, mantiene, si porta dietro l’immunità, anche se la carica è diversa, perché tutto avviene nella legislatura. Nella prossima, se Berlusconi dovesse pensare di diventare presidente della Repubblica nella prossima legislatura, lì, secondo questo lodo, non potrebbe essere impunito. Ma naturalmente cosa farebbe? Se diventa presidente della Repubblica è perché la maggioranza del Parlamento è sempre la sua. Ma se la maggioranza del Parlamento è sempre la sua, fa un emendamento al lodo e gli proroga l’immunità per tutta la durata della carica. Cambiano le regole in corso d’opera. Sarebbe mica la prima volta. In ogni caso, ora come ora non lo potrebbe fare. È questo è l’unico aspetto positivo. Per il resto non vengono rispettate nessuna delle condizioni che aveva posto la Corte Costituzionale. Perché aveva detto intanto che non si può fare un fritto misto delle cariche mettendole tutte nell’impunità. Il presidente della Repubblica è una carica monocratica che rappresenta tutta la Nazione, i presidenti delle camere sono cariche collegiali, nel senso che rappresentano un’assemblea. Il presidente del Consiglio rappresenta un consiglio dei Ministri. Che differenza c’è tra il presidente del Consiglio e gli altri ministri? Che differenza c’è tra il presidente della Camera e gli altri deputati? Che differenza c’è tra il presidente del Senato e gli altri senatori? Allora tanto varrebbe avere il coraggio, ma non ce l’hanno perché hanno paura della furia popolare contro la casta, di ripristinare l’autorizzazione a procedere per tutto il Parlamento. Si prendano la responsabilità di dire: “noi prendiamo mille persone, le mettiamo lì dentro. Possono fare quello che vogliono e anche se ammazzano la suocera non gli succede niente”. Non hanno il coraggio di farlo, perché? Perché Berlusconi la vuole per sé l’immunità e ci mette altre tre cariche per confondere un po’ le idee.Sarebbe molto meno incostituzionale ripristinare l’articolo 68 come pensato dai padri costituenti. Naturalmente, i padri costituenti, l’articolo 68 che concedeva l’immunità parlamentare non l’avevano concepito per proteggere i potenti dalle conseguenze dei loro reati penali, dei loro delitti comuni. L’avevano concepito per proteggere eventuali politici di opposizione che facessero scioperi, occupazione delle terre, blocchi stradali, interruzioni di treni per fare delle manifestazioni protesta, manifestazioni sindacali, contadine, picchettaggi, manifestazioni operaie. In quei casi a uno può scappare una parola o un gesto di troppo, metti che trovi un giudice troppo legato al potere o al governo che usa queste accuse per reati politici, di opinione, per colpire un esponente dell’opposizione ecco che i Costituenti, temendo una magistratura, come ai tempi del fascismo, molto collegata con il potere, hanno dato questa tutela ai politici delle minoranze per poter esercitare al massimo l’opposizione al potere costituito. Questo era lo spirito dell’autorizzazione a procedere. L’avevano trasformato, nel corso degli anni, in un salvacondotto, in un’autorizzazione a delinquere non in un’autorizzazione a procedere. Per cui chi stava in Parlamento poteva rubare, mafiare, truffare, violentare, fare quello che voleva e il Parlamento lo copriva. Per questo fu abolito nel ’93: gli stessi politici, sputtanati dallo scandalo di Tangentopoli, tentavano di recuperare un minimo di credibilità spogliandosi di uno dei più vergognosi privilegi che si erano assunti abusando di quell’autorizzazione a procedere diventata una automatica immunità, mentre non era così. Nella Costituzione c’era scritto che solo in caso di una dimostrata persecuzione politica si poteva dire di no. E’ ovvio che la persecuzione politica poteva riguardare solo reati politici, di opinione, ideali non certamente uno che ha messo le mani in tasca a un altro. Quello con la politica non c’entra niente. Non hanno il coraggio di ripristinare l’articolo 68 perché salverebbe tutta la casta. Vogliono salvare solo Berlusconi, quindi fanno una legge ordinaria che proprio perché ordinaria non è costituzionale. Diventa incostituzionale perché dice il contrario della Costituzione, a meno di non stabilire che fra il lodo Alfano-Schifani-Maccanico-Berlusconi e la Costituzione quella incostituzionale è proprio la Costituzione. Prima o poi ce lo racconteranno, ne stanno dicendo di tutti i colori. L’unica differenza rispetto al lodo già bocciato è che questa volta vale per una sola legislatura ed è rinunciabile, nel senso che se io, Capo dello Stato, vengo accusato da Berlusconi di essere un molestatore sessuale, ne ha dette di tutti i colori e potrebbe aggiungere pure quella, parte un’indagine e viene bloccata in base al lodo per tutta la durata del Presidente della Repubblica, quello potrebbe dire: “dato che io non sono un molestatore voglio immediatamente essere giudicato e assolto, perché quello se l’è inventato!”. Invece, prima te la dovevi prendere per sette anni la sospensione del processo, anche se non volevi. Adesso, invece, è rinunciabile tanto Berlusconi non rinuncia. Che costa mettere “è rinunciabile”? Per il resto non ci sono differenze e ci sono tutte le ragioni per le quali la Corte ha già bocciato una volta il lodo. Per esempio: diceva che il lodo non può essere generale nel senso che non può sospendere i processi per tutti i reati. Vediamo. La Corte diceva “non si possono sospendere i processi per i reati commessi in qualunque epoca sia extra funzionali – cioè estranee alle attività politiche e istituzionali – sia funzionali – cioè collegati”. Se io ho fatto una legge, assunto una persona, assegnato un appalto e mi viene contestato, quello è un possibile delitto funzionale legato alla mia attività politica. Può avere un senso che mentre io ricopro la mia funzione politica, per i miei atti politici non venga chiamato a rispondere finché non ho finito la carica. Ma se io in passato ho rapinato una banca e lo si viene a sapere quando sono Presidente del Consiglio… beh quello non è funzionale perché non c’entra niente con l’attività politica rapinare le banche, pare. Se io addirittura ho un processo per avere rapinato una banca e, dopo il mio rinvio a giudizio per rapina in banca, mi candido alla presidenza del Consiglio divento Presidente del Consiglio, questo è ancora più assurdo. Poi non mi posso meravigliare, quando lo sono diventato, che il processo vada avanti e che alla fine mi possano condannare per la rapina in banca! Sono fatti miei privati che per giunta conoscevo prima. Che c’entra la politica, la funzione, l’Istituzione? Questo diceva la Corte e su questo non si fa nessun riferimento. Perché? Perché Berlusconi è stato rinviato a giudizio per corruzione del teste Mills e si è chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione di Saccà prima che diventasse Presidente del Consiglio, non dopo! Non è un agguato che gli capita perché è diventato capo del governo, è lui che è diventato capo del governo dopo essere stato imputato. Secondo, sono due fatti suoi privati: le ragazzine di Rai Fiction, a tutti piacciono le ragazzine ovviamente, saranno fatti suoi purchè non le faccia pagare dalla Rai cioè da noi con il Canone, ma non c’entrano niente con la posizione di Presidente del Consiglio o capo dell’opposizione. Sono fatti privati, esattamente come sono fatti privati gli impicci di Mediaset con il suo consulente Mills, le false testimonianze, i soldi che sono stati dati a Mills. Sono fatti privati precedenti alla carica. E su questo non si fa distinzione. C’è un costituzionalista, bravissimo, Michele Ainis, che dice: “ma qui se il Capo dello Stato impazzisce e ammazza la suocera o la moglie, noi non lo possiamo più schiodare di lì per sette anni, perché il processo non si fa e nello stesso tempo non c’è nessun modo per mandarlo via di lì, se non se ne va lui spontaneamente”. Metti che un presidente della Camera o del Senato con la macchina arrota un pedone sulle strisce. I familiari avranno pure diritto ad avere giustizia, devono aspettare che finisca la carica? Che legame c’è fra il fatto che uno è presidente del Senato o della Camera e il fatto che ha steso una persona con la macchina perché è un pirata della strada o perché si era distratto o aveva bevuto? Dice: ma le vittime si potranno rivalere in sede civile. Certo, ti ammazzano un parente e tu vai da un giudice civile a chiedere qualche euro di danni. E il penale non si fa o si farà? E quando si farà? L’altro è l’automatismo: non c’è qualcuno che vaglia le accuse, che dice “per questo caso lo rendiamo immune, per quest’altro no perché non c’entra niente con la politica”. E’ tutto automatico. E questo automatismo non prevede filtri dell’ammissibilità o meno della richiesta di sospendere, anzi non prevede nemmeno la richiesta di sospendere perché sospende i processi senza che tu lo chieda a meno che non rinunci. E questo la Corte Costituzionale lo chiedeva. Ecco un’altra ragione per cui questa norma è incostituzionale. E poi c’è comunque, alla fine, il diritto delle vittime ad avere giustizia subito, come tutte le altre. Non tu sei vittima di serie B perché hai avuto la sfortuna di subire un reato da un’altra carica o da uno che poi è diventato un’altra carica. Il principio di ragionevole durata del processo è stato messo nella Costituzione all’articolo 111, poi questi già durano un’eternità e tu li allunghi ancora di cinque anni per il capo del governo e i presidenti delle camere, per sette per il Presidente della Repubblica e quando li fai? Dov’è la ragionevole durata, se li rinvii di cinque o sette anni? E se la vittima nel frattempo muore? Non le avrai dato giustizia. E’ ragionevole durata? Infine, l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge anche in qualità di imputati. Se io sono imputato voglio essere giudicato esattamente come l’imputato Presidente del Consiglio. Anzi, per la verità io pretenderei che il Presidente del Consiglio fosse più controllato e che ci fossero degli strumenti più severi e stringenti nei suoi confronti perché lui deve dare il buon esempio, è lui che fa le leggi. Non io privato cittadino. Invece, paradossalmente, Di Pietro gli ha dato del “magnaccia”, termine tra l’altro tecnicamente ineccepibile: quando uno gestisce ragazze facendole pagare, dalla Rai tra l’altro cioè dagli italiani… vogliamo chiamarlo “prosseneta”, “pappone”, “lenone”? Quando Di Pietro, tecnicamente corretto anche se con un termine un po’ demodé della Roma anni Sessanta, ha definito le attività, con quelle che il Cavaliere chiama elegantemente “le mie fanciulle” per distinguerle dalle “mie bambine” che sono invece le ministre, da “magnaccia” succede il finimondo. L’avvocato Ghedini annuncia che Berlusconi querela Di Pietro. Se, però, Di Pietro vuole querelare Berlusconi lo può fare ma il processo no si fa perché Berlusconi è immune. C’è addirittura un signore che usa i tribunali per trascinarci gli altri e quando gli altri vogliono trascinarci lui non si può! A me ha fatto causa civile Schifani, se io volessi denunciare Schifani non potrò, perché c’è uno che è immune con uno scudo spaziale che lo avvolge per la durata del suo incarico che se la prende con me, privato cittadino, che non ho più gli stessi diritti che ha lui nei miei confronti, quindi non lo posso in tribunale penale a rispondere delle infamie che dice in questo atto di citazione nei miei confronti. Questo è il punto fondamentale. Naturalmente ci stanno raccontando che in tutto il mondo c’è già il lodo Schifani, il lodo Alfano, il lodo Berlusconi. Non esiste Paese al mondo dove il Presidente del Consiglio, primo ministro o premier, chiamiamolo come vogliamo, abbia l’immunità. L’immunità è prevista per i sovrani, la Regina d’Inghilterra e il re di Spagna, per il Capo dello Stato in Francia e non per legge ma per interpretazione. E riguarda Chirac che era accusato di fare assunzioni fittizie al comune di Parigi quando era sindaco ed è stato raggiunto da questo processo quando già era Presidente della Repubblica. Si è sospeso e adesso lo processano, ché è uscito dall’Eliseo. Reato funzionale, collegato alla carica che esercitava di sindaco di Parigi, processo nato dopo l’elezione. Se fosse nato prima non l’avrebbero certamente candidato alla presidenza della Repubblica ben sapendo che dopo avrebbe potuto essere processato e condannato. Stiamo parlando di situazioni completamente diverse. In ogni caso Chirac è il Capo dello Stato e non il primo ministro. Il primo ministro non è immune in nessuna parte del mondo, anzi in Francia il primo ministro e gli altri ministri non possono essere parlamentari, quindi possono essere pure arrestati perché non hanno nemmeno l’immunità dall’arresto che hanno i parlamentari. Pensate le balle che vi raccontano. Ci sono Capi di Stato che vengono processati e stanno pure zitti, tipo Clinton che ha subito sette indagini e tre processi. Tipo Nixon, che ha subito un’indagine e si è dimesso, tipo Reagan, che ha subito tre indagini. Il presidente della repubblica di Israele, Katzav, presidente di una repubblica che è in guerra da quando è nata, si è dimesso l’anno scorso perché indagato per molestie sessuali ai danni di alcune dipendenti del suo ufficio, di alcune segretarie. E oggi si sta parlando anche delle possibili dimissioni, che forse avverranno dopo l’estate, del primo ministro Olmert, di un paese in guerra come Israele, coinvolto in un caso di fondi illeciti al partito. Ecco, lì, per evitare processi e condanne di un’alta carica dello Stato, risolvono il problema alla radice: se sei imputato non ti candidi; se vieni imputato dopo che sei stato eletto, ti dimetti. Da noi, invece, se sei stato imputato prima di venire eletto, ti candidi lo stesso, se vieni imputato dopo che sei stato eletto, abolisci i tuoi processi e poi dici anche che è colpa dei giudici.Come dice sempre quel vecchio detto catalano: ci pisciano addosso e ci raccontano che sta piovendo. Passate parola. Ci vediamo l’otto luglio in piazza Navona, a Roma alle ore 18.00, contro il regime delle leggi vergogna.
- Marco Travaglio - 2008 -
lunedì 30 giugno 2008
VOI CHE FATE IL PROSSIMO 8 LUGLIO?
*Non ci sono più atomiche americane in suolo britannico.*
Gli Stati Uniti hanno smantellato l'ultimo arsenale,
riducendo cosi' da 6 a 5 i paesi europei in cui si trovano testate americane.
Fra quei 5 idioti c'e' anche l'Italia.
Fonte : http://www.jacopofo.com/testate-nucleari-italia
*Manifestazioni*
L'8 luglio, a Roma,
per protestare contro le leggi-canaglia del governo Berlusconi.
Per maggiori informazioni
http://temi.repubblica.it/micromega-online/
venerdì 27 giugno 2008
ISOLATION
Ho visto CONTROL, il film di Anton Corbijn del 2007 che racconta la storia di Jan Curtis e dei Joy Division.
Nel corso della mia vita mi è capitato spesso di 'riconoscere' dei brani o dei gruppi e sentirli familiari pur non avendoli mai ascoltati prima... Tra gli altri i Joy Division, Fabrizio De Andrè...
Ho ricostruito (archiviando le sue cose durante il primo dei miei traslochi) che in realtà si trattava della musica che amava mio padre.
Il 18 maggio 1980 non avevo ancora compiuto 8 anni.
Oggi il film mi ha commosso.
E non soltanto per la bella versione di ISOLATION...
mercoledì 18 giugno 2008
INGRID BETANCOURT NOBEL PER LA PACE
Se avete voglia di leggere e pensare...
http://www.francarame.it/files/nobel_pace_ingrid_betancourt.pdf
martedì 17 giugno 2008
BILANCIO
Paradossale fare un bilancio dei post senza averne pubblicato nemmeno uno?
Sarà… Ma ho cominciato a lavorare al progetto di pubblicare un blog da un po’ di tempo ormai, e da altrettanto giro e rigiro attorno a questa questione fondamentale: nessuno degli argomenti presi in considerazione mi pare sufficientemente degno da diventare oggetto di analisi ne “IL PRIMO POST DEL MIO PRIMO BLOG”.
Possiamo fare che, io e voi, tutti insieme, si fa finta che ne ho già pubblicati un sacco e quindi questo è solo uno dei tanti, e non è necessario che sia particolarmente brillante o intelligente o illuminante per convincervi a tornare a leggerne altri?
Solo altre due righe, sperando che siano di buon auspicio :
SE DIO CI GUARDA, FACCIAMOLO DIVERTIRE!








