lunedì 29 settembre 2008

giovedì 18 settembre 2008

EPPERO'

Voi che trovate il tempo di passare di qua a leggiucchiare i miei sproloqui, date una letta anche a QUESTO

SONO VIOLA, STO SUL SOFA



E sto lavorando.
Quindi non posso aggiornare...

Sapete com'è...

THERE IS NO OFF POSITION ON THE GENIUS SWITCH
=(

venerdì 12 settembre 2008

DA GRANDE

mercoledì 10 settembre 2008

FUORI DAL GUSCIO


Quando ho cominciato a pubblicare il blog, avevo un'idea un pò diversa di quel che volevo che diventasse rispetto a quel che poi in effetti è.
Avrei voluto che fosse uno spazio un pò più partecipato.
Avrei voluto che chi lo frequenta ne venisse coinvolto e ne restasse entusiasta almeno fino al punto di intervenire ed animarne il contraddittorio.

Altrimenti rischia di diventare una cosa troppo autoreferenziale, rischia di appiattirsi solo su quel che penso e che faccio. E io ne ricavo sì la gioia di produrre qualcosa di molto personale, ma non molto altro.
Resto compiaciuta e ferma a guardarmi l'ombelico.

Chi arriva qui mi legge e mi sostiene - che è già molto, per carità - ma pochi trovano il modo di alzare il ditino e cominciare a postare.

Mi piacerebbe molto che invece diventasse uno spazio aperto, anche al confronto con pensieri "altri" e diversi.

Chissà se c'è qualcuno che ha voglia di raccogliere la sfida....


lunedì 8 settembre 2008

PERICOLOSI GESTI SOVVERSIVI


Attenzione, il post che segue si rivolge ad un lettore adulto e preparato
(sempre che tra i frequentatori dello sgangherato sofà di Viol@ ce ne sia qualcuno).
Leggete a vostro rischio e pericolo che l’argomento potrebbe anche urtare la vostra suscettibilità.

QUINDI... Aut.Min.Conc. dal ministero delle Viol@ opportunità,
AKA MeMedesima


“Non ci basta riaffermare il diritto delle persone al piacere sessuale, perché sappiamo che il piacere sessuale esplode e diventa sublime quando incontra la passione amorosa.
Vogliamo anche affermare la centralità dell’amore sentimentale e romantico nello straordinario processo di cambiamento che oggi stiamo vivendo.”

“Parliamo dell'amore, dei sobbalzi cardiaci legati alla cotta amorosa, dello straripante esplodere delle emozioni durante un amplesso sentimentalmente coinvolgente.”

“Diamo un segnale forte nel prossimo Vday : baciamoci contemporaneamente, un milione di persone, in cento piazze d’Italia. Un’azione semplice, esteticamente meravigliosa, emotivamente appagante”


“Io credo che un milione di persone che si baciano nello stesso momento, dando a quest’atto d’amore un significato di affermazione della vita contro l’ideologia della morte e del dolore e della sopraffazione, siano la rappresentazione di un archetipo di ribellione e di rinascita, siano un gesto di costruzione di un immaginario collettivo diverso. E di questo abbiamo bisogno, se vogliamo costruire una società migliore, serve iniziare a rappresentare il nostro sogno attraverso i gesti.”

Stupiamo questa Italia narcotizzata, facciamo qualcosa di imprevedibile.
Serve far correre la fantasia.
Attaccarli dove si sentono sicuri.
Cambiare gli stili di vita, i pensieri.


mercoledì 3 settembre 2008

SE NE PARLA, MA NON SE NE PARLA ABBASTANZA

Fino ad ora non avevo trovato il coraggio di farlo.
Che parlare di morte su un blog cialtrone e scacione come questo mi pareva quantomeno presuntuosetten.
Solo che oggi ho letto gli articoli su Repubblica e sono andata a leggermi anche l’articolo di Lucetta Scaraffia de L’Osservatore Romano e sono andata a recuperare anche quel che già Carmilla aveva ripreso (firmato da Giulio Mozzi).

Certo, l’argomento è complesso.

E magari fa una certa impressione leggerne su un post immediatamente successivo ad altri molto più leggeri e scanzonati, quali possono essere quelli relativi ad una bella vacanza.

Ma abbiamo la fortuna di possedere una testolina che per il momento (e malgrado gli abusi) ha ancora l’ostinazione di provare a produrre pensieri. Non necessariamente condivisi, non necessariamente assoluti. Però nostri, per quel che valgono, o al limite nutriti dai pensieri di altre teste delle quali abbiamo molta stima e con le quali, grazie al cielo, possiamo confrontarci.

Nel caso. Per quando sarà. Affinché non ci siano incomprensioni e discussioni inutili:

LA SOTTOSCRITTA

nel pieno possesso delle proprie seppur effimere facoltà, mentali e fisiche, qualora un incidente o una malattia la costringessero in un letto, assistita da costosi macchinari da cui dipenderebbe la sua vita in uno stato d’incoscienza protratto per tre anni

CHIEDE

- che non sia dato risalto mediatico alla cosa : la gente nasce e muore tutti i giorni
- che i politici rimangano a distanza : sarebbe un paese migliore se le leggi non si facessero
pensando al caso particolare
- che gli opinionisti tenessero per sé le loro opinioni: grazie, ho già le mie per quanto contraddittorie (in particolare sarebbe bello da parte di Giuliano Ferrara che mi lasciasse morire in pace, visto che è una vita che mi affligge con opinioni non richieste)
- che i cantanti facciano i cantanti. O vogliono
dire una preghiera? Va bene, ma in silenzio, non in prima pagina.
- che i preti facessero i preti. Che pensino cioè a consolare vedove e orfani, senza inventarsi bislacche etiche pro-life, che, per quanto ho potuto appurare, dal vangelo non risultano. E io ho studiato – asilo elementari medie e superiori – dalle suore Orsoline, il vangelo un po’ l’ho letto. Comincia con un vecchio santo che
chiede di morire; prosegue con un uomo, figlio di Dio, che ad un certo punto decide di morire. Proprio così: il Padre gli lascia la libertà di scegliere, e lui decide. Quando un amico lo prende in disparte per dissuaderlo, lui gli risponde: Vade retro Satana. Non so se mi sono spiegata: Vade retro Satana, perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini. Pecco certo di superbia nel paragonare il mio piccolo sacrificio a quello del Figlio di Dio. Lui doveva mondare tutti gli uomini dal peccato originale, io vorrei soltanto che i macchinari, le risorse, il tempo e l’affetto che si spendono nel mio caso disperato vengano rivolte ad altri, più bisognosi di affetto, tempo, risorse e macchinari. La vita è un dono, e dei doni si dispone a piacimento. Capisco che dire no a un dono possa essere interpretato come un segno di scortesia. Il mio però più che un no è un “Grazie. Mi è piaciuto. L’ho gustato ed assaporato per ogni istante che mi è stato concesso. Ma in queste condizioni non mi va più, ne ho abbastanza, datene piuttosto un pò di più ad altri che ne hanno avuto di meno.

QUINDI

- che si stacchi la spina dei macchinari
- che si stacchi l’eventuale sondino che mi nutre. Qualora il dottore incaricato avesse difficoltà con la sua coscienza, trovatene un altro. Fategli leggere questo mio post e assicuratevi che lo comprenda.
- Che mi somministri per favore qualche oppiaceo, nell’eventualità che pure nell’incoscienza io stia provando dolore, e comunque giusto per finire in bellezza gli ultimi istanti.
E se l’anno dopo si dovesse scoprire la miracolosa e risolutiva cura? Mi stupirei del contrario. Sarebbe soltanto la degna uscita di scena da questa mia simpsoniana (molto più che kafkiana) vita. Se invece dovessi miracolosamente riprendermi non raccontatemi gli avvenimenti degli ultimi tre anni trascorsi in coma. Non credo che mi interesserebbero, e comunque sarei già troppo impegnata per ascoltarvi. A preparare il primo dei miei successivi viaggi, per dire.

(*aggiungo: voglio essere cremata. E che durante la cremazione venga diffusa la voce di Patti Smith che canta "Pissing in a river". Poi delle ceneri, spargerle nel Gange a me, me pare ‘na strunzata che già sta inquinato di suo, fate un po' quel cazzo che vi pare che tanto non potrò avere da ridire di certo, come idea. Questa clausola è scritta in piccolo ma vale, come quelle delle assicurazioni. Le clausole scritte in piccolino, avete presente vero? ecco, quelle valgono un sacco)


E per favore, se andate a leggervi Giulio Mozzi, prestate particolare attenzione al punto in cui scrive: "Vorrei morire come una creatura. Il mio testamento è questo : credo che chiunque deciderà per me, deciderà per amore; e sarà responsabile della sua decisione. (“Decidere per amore” e “essere responsabili”. Due modi, mi pare, di dire la stessa cosa)."

(*infine: grazie a Leonardo e Lapiccolacuoca da cui ho tratto molto + che ispirazione... ho proprio ladrato, ma avevano pensato prima di me esattamente quel che poi ho pensato anch'io)