mercoledì 2 luglio 2008

JUNO, O DELLA FATICA E DELLA LEGGEREZZA

Non passa giorno senza che esca un nuovo, infallibilissimo manuale per donne frastornate.

Pochi giorni fa, stavo in centro con LaV, mi sono trovata davanti alla vetrina di una libreria del centro a fissare imbambolata e perplessa la copertina dell’ennesimo.

Naturalmente l’argomento sono gli uomini, materia che sembra appassionarci – a noi femminucce – quasi quanto le scarpe, ma che ahimè sembra essere diventata anche più misteriosa dei cerchi nel grano…
Ho visto titoli (in libreria, mica al largo dei bastioni di Orione), alquanto improbabili.


Posso solennemente giurarvi sui due meravigliosi, meravigliosi nonostante me, frutti dei miei lombi, lombi abbondanti e generosi, che quelli che sto per citarvi sono titoli di libri realmente pubblicati e posti in libero commercio.

- Guia Soncini - Elementi di capitalismo amoroso -
Gli uomini sono paragonati a conti correnti

“mai incontrato un uomo a interessi vertiginosi e zero spese di chiusura”

- Marcella Volpe – Libero subito.Trovare l’uomo giusto è come trovare la casa ideale -
Qui cercare il maschio è come cercare un appartamento

“anche per trovare LUI bisogna aver chiaro in mente cosa si vuole… (un affitto per pochi mesi? Una compravendita che duri per la vita? Una nuda proprietà?), far girare la voce tra gli amici (ma attenzione, anche i migliori potrebbero cercare di appiopparvi quell’affare fasullo che finora nessuno ha voluto), spulciare tra gli annunci e affidarsi, talvolta, alle agenzie”.

- Julia Llewellyn – Love trainer –
L’autrice sostiene il metodo dell’addestramento per cani applicato alle relazioni matrimoniali. Regole base semplificano rapporti complicati.


A me tutto questo sembra triste e, vagamente, isterico.

E’ certo che c’è grande confusione sulla terra
(per dirla come qualcuno più bravo di me “qui non sappiamo più QUELO che stiamo facendo, QUELO che stiamo andando… la seconda che hai detto”), è diffuso il senso di incertezza e smarrimento, e bla bla e bla bla.

E i manuali che sfruttano modelli basati sulla semplicità e concretezza ci comunicano invece l’agognato sollievo. Sembrano fornirci la road map per raggiungere una chiarezza di ruoli che non c’è più e che di fatto ci manca e rimpiangiamo. Descrivono strade nuove alla comprensione dell’altra metà del cielo. Giocano la carta dell’ironia per alleggerire il peso dell’ansia di cui siamo vittime.

Domanda retorica e banale : davvero pensiamo che i rapporti siano questo? Che si possa far funzionare una cosa tanto delicata e preziosa sfruttando le regole del mercato immobiliare?

Non c’è, forse, piuttosto una realtà mutante e in divenire, delle relazioni tra gli uomini e le donne, tra le persone?
E non è che questa realtà risente del fatto che noi donne siamo ormai diverse, irrimediabilmente diverse, siamo altro da quel che eravamo, anche soltanto una ventina di anni fa?
Ci siamo probabilmente dimenticate di certe conquiste, positivamente, anche se faticosamente, raggiunte. Non le abbiamo utilizzate efficacemente. E abbiamo lasciato terreno al ritorno trionfante di certi malintesi femminismi, di alcuni malcelati maschilismi, alla pericolosa ingerenza della chiesa e di certa, faziosa, politica.
Siamo rimaste sole, in balia della corrente, e ci aggrappiamo a questi manuali, o a certi oroscopi, con la stessa disperazione con la quale ci aggrapperemmo ad una zattera dopo un naufragio.

Sole e disperate.
Isteriche.

Bel quadretto.

Io, se fossi un uomo, scapperei a gambe levate!!!!

Io,
se fossi un uomo,
ma anche essendo donna,
vorrei invece avere la freschezza di Juno,

con quel modo tutto suo, strampalato e un po’ ribelle, di vestirsi : maglioncini penduli, righe e quadretti, sneakers, leggings e jeans indossati sotto alla gonnellina a pieghe.

E’ potente Juno, a me viene in mente questa parola – potente - anche se ha solo sedici anni, è delicata e minutissima. Ma si chiama Juno, ed è una Giunone in miniatura.

E’ tosta Juno. Anche se rimane incinta di un coetaneo meno tosto di lei. Prima scelta, ovvia, abortire “il fagiolo”. Poi succede che l’ambulatorio puzza di dentista e Juno decide di tenere il bambino per darlo in adozione.


Tanto per esser chiara : Juno non mi è sembrato un film sulle gravidanze precoci, né sull’aborto
(o la 194, essendo il film canadese). Troppo intelligente, ironico, scanzonato per essere investito della polemica antiaborista.

A me è parso invece un film su quanto sia difficile diventare adulti, ma anche su quanto sia avventuroso e speciale provarci, a sedici anni come Juno, a trenta come Vanessa, o a più di quaranta quando sei già padre o matrigna e ti rimetti in gioco per stare al fianco di tua figlia e amarla e sostenerla.

Delizioso, merita tutti i premi vinti.



Nessun commento: