lunedì 6 ottobre 2008

L'ENFER

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;

se ce n’è uno, è quello che è già qui,
l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti:
accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.”

(Italo Calvino - Le città invisibili)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il peggior modo per sentire la mancanza di una persona è averla seduta accanto e sapere che non potrà mai essere tua!

Viol@ ha detto...

mmmm
ho la sensazione di conoscerlo, quest'anonimo. E di averci anche pranzato in compagnia, proprio ieri. Sbaglio?

Cmq, visto che ci stiamo crogiolando nella più abbrutterrima tristevolezza...
io rimango convinta che il vero inferno consista nell'essere costretti a vivere accanto a qualcuno che non si ama più e contemporaneamente sentire la bruciante assenza di qualcun'altro.

E' per momenti come questi che esistono i Monty Python.

Il mio "buon proposito" per la prossima settimana è organizzare l'ennesima, salutare visione del mitico Brian di Nazareth