lunedì 7 luglio 2008

CONCERTI, ACCONCIATURE, VIAGGI NEL TEMPO... VITA VISSUTA

Oggi è lunedì e c’è un cielo che sembra Novembre, ma è umido e caldo come se fosse Agosto.
Non aggiorno da giovedì, e in mezzo ci son stati : il concerto della PFM, un taglio, una serata particolare, una domenica passata in compagnia della mia adorata pastrocchia e di amici al matrimonio de LaIla con IlRizzi.

Un sacco di cose. Tutte quante in qualche modo han mosso cose dentro di me.

Con ordine (quel che mi è consentito dal mio stato di cialtrona emerita):

Il concerto della PFM –


Franz Di Cioccio entusiasta e frizzante,





Franco Mussida più intimo e meditativo.




Col resto della Premiata Forneria Marconi hanno riproposto i pezzi meravigliosi di un disco che ho comprato nel 1986, in vinile, e che ho amato ed ascoltato fino a consumarlo.


L’energia di “Zirichiltaggia” o di “Volta la carta”,

la laicità ispirata e vibrante di “Maria nella bottega del falegname”, “Il testamento di Tito”, “Un giudice”, “Il pescatore” e “La guerra di Piero”,

la commovente poesia di “Amico fragile” e di “Giugno ‘73” (nel mio caso Giugno ’93).



Certo, non c’era la voce profonda ed evocativa di Fabrizio De Andrè a cantarle, ma la partecipazione era sincera.

Un Taglio –
Ci pensavo da un po’, e alla fine mi son decisa : drastico e rigenerante taglio di capelli in stile allegramente punkettaro e irriverente. Stamattina mi ci son presentata in ufficio e lo sguardo silenzioso del mio Kapò è stato decisamente eloquente (eh eh eh eh eh).

Una serata particolare –
Sabato sera l’ho trascorso a S. Egidio (Fontanella di Sotto il Monte – Bg), un posto isolato e silenzioso, immerso nella natura e nei suoi ritmi.


Io penso che sia un gioiello, tanto bello quanto nascosto.






Nel 1100 i monaci di Cluny hanno edificato qui una minuscola ma preziosa abbazia dove Padre David Maria Turoldo ha poi abitato a lungo, e che lui stesso ha fatto restaurare con amore e culto della bellezza.


I miei genitori mi ci portavano da piccola, e tornandoci sono stata inondata di poesia. Sono felice di averci portato i miei figli. Anche se sono ancora troppo piccoli per comprendere quale significato abbia quel luogo, è comunque un posto dove si respira pace.



Poi, per me, è anche molte altre cose…

E’ il ricordo di mio padre. E di Padre Turoldo.

Ai miei occhi bambini apparivano entrambi come uomini imponenti e autorevoli.

Entrambi, in maniera differente, rifugio.

E poi c’era quel modo, così diverso e partecipato, di celebrare l’eucarestia. Nel corso del tempo ho abbandonato l’assiduità alla pratica religiosa, ma quel senso di bellezza associato alla partecipazione ancora mi accompagna. Padre Turoldo ha fatto la resistenza, e credo che questo abbia avuto un peso specifico nelle sue scelte successive: dalla scelta di diventare padre servita, alla creazione di questo centro di accoglienza e spiritualità, alle sue parole, ai suoi pensieri, alle sue poesie. Le suggestioni contadine della sua infanzia, la potenza del suo pensiero dissenziente…
Tornare a S. Egidio è stato un po’ come ritrovare il riparo e la protezione che respiravo da bambina.
Sei diventata adulta, madre a tua volta, te la cavi da sola…, ma sai che se dovessi sentirti stanca o sopraffatta c’è una casa dove potrai tornare a riposarti.

Un matrimonio e un battesimo –
Una gran festa per la Rizzi's family.
loro erano entrambi felici, ed emozionati il giusto, belli e sommersi di bambini.

Sono arrivati insieme, a piedi, dalla loro casa fino al municipio, accompagnati da quelle due meraviglie ricciolute. Ad un certo punto, sereni , dribblando hanno deviato dalla ‘retta via’ per imboccare una via di fuga. Poi ridendo e sbeffeggiando noi che li stavamo aspettando davanti all’ingresso, son tornati sui loro passi.


E’ stato dolce e allegro, come dovrebbe essere ogni matrimonio.
Un’emozione.
Bella e gioiosa, schietta e sincera.

Quando la sposa ha lanciato il suo bouquet, indovinate un pò chi l'ha preso al volo? La mia nana... E' stata necessaria una poderosa opera di diplomazia e convincimento per farle comprendere che, no, anche se aveva preso il bouquet, avendo solo 8 anni non si sarebbe potuta sposare entro l'anno.

Però le ho promesso che potremo ridiscutere dell'argomento non appena avrà raggiunto l'età della ragione. Cioè verso i 48.

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